Decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 6 agosto 2026 (G.U. n. 221 del 23 settembre 2026), in attuazione dell’art. 3 della legge 11 marzo 2026, n. 34 (legge annuale per le PMI).
Il bando Filiera Moda del MIMIT mette a disposizione 100 milioni di euro per far crescere le PMI del tessile, dell’abbigliamento e della pelle, con un contributo a fondo perduto e un finanziamento agevolato che insieme possono coprire fino al 75% delle spese, per investimenti da 1 a 20 milioni di euro oppure in rete tra 3 e 6 imprese. Le domande non sono ancora aperte: è il momento di preparare il progetto.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 100 milioni di euro per gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese della filiera moda. La misura attua l’art. 3 della legge annuale per le PMI (L. 11 marzo 2026, n. 34) ed è disciplinata dal D.M. 6 agosto 2026, annunciato nella Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23 settembre 2026.
Al 20 ottobre 2026 le domande non sono ancora aperte: date, piattaforma e punteggi saranno fissati da un successivo decreto direttoriale. Per le imprese del nostro territorio, laboratori tessili, calzaturifici, pelletterie, maglifici e terzisti, questi mesi sono il tempo utile per costruire un progetto solido.
Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese che operano nei settori tessile, abbigliamento, pelle e calzature, gioielleria e occhialeria, cosmetica e accessori, con i codici ATECO indicati nell’Allegato 1 al decreto. Sono esclusi il commercio all’ingrosso e al dettaglio. Le strade per accedere sono due: il programma singolo, con spese ammissibili tra 1 e 20 milioni di euro, e il piano congiunto tra 3 e 6 PMI, con almeno 200.000 euro di spese per ciascuna impresa. La seconda strada è la più interessante per le realtà artigiane: imprese che da sole non raggiungerebbero la soglia di un milione possono presentare un progetto comune, magari tra fasi diverse della stessa filiera.
Il cuore del piano è un programma produttivo in un’unità locale in Italia: nuova unità produttiva, ampliamento, diversificazione verso nuovi prodotti o trasformazione del processo produttivo. Sono ammessi macchinari e impianti nuovi di fabbrica, opere murarie (fino al 40% del programma), suolo aziendale (fino al 10%), beni immateriali, impianti da fonti rinnovabili per autoconsumo e consulenze connesse (fino al 5%). Al programma produttivo si possono affiancare progetti di innovazione di processo e organizzativa (fino al 40% del piano) e di formazione del personale (fino al 20%). Per i programmi oltre 5 milioni sono ammessi anche progetti di ricerca e sviluppo.
L’aiuto combina un contributo a fondo perduto e, su richiesta, un finanziamento agevolato fino al 20% delle spese, della durata massima di 10 anni più 3 di preammortamento, senza garanzie. Insieme non possono superare il 75% delle spese ammissibili. L’intensità del fondo perduto dipende dalla dimensione dell’impresa e dal luogo dell’investimento, e nelle Marche va verificato, indirizzo per indirizzo, se il comune rientra nelle zone «c» della Carta degli aiuti a finalità regionale. In concreto, le percentuali di fondo perduto sono queste:
- nei comuni in zona «c» della Carta, dal 30 al 35% per la piccola impresa e dal 20 al 25% per la media impresa;
- nelle aree non assistite, il 20% per la piccola impresa e il 10% per la media impresa;
- in alternativa, in regime de minimis, fino al 50% sia per la piccola sia per la media impresa, entro il plafond di 300.000 euro nel triennio mobile.
La procedura è a graduatoria, non a sportello: conta la qualità del progetto, non l’ordine di arrivo. I criteri riguardano la copertura finanziaria del programma, il rapporto tra margine operativo lordo e spese ammissibili e il possesso di certificazioni etiche e di filiera. Il punteggio cresce poi con alcune premialità:
- un costo del personale superiore al 15% del fatturato vale una maggiorazione del 10%;
- il rating di legalità vale il 3%;
- la certificazione della parità di genere (UNI/PdR 125:2022) vale il 3%;
- la prevalenza di semilavorati di origine italiana o UE vale il 3%;
- un piano congiunto tra imprese di fasi diverse della filiera vale il 3%.
La premialità del 10% sul costo del personale favorisce le imprese ad alta intensità di lavoro, come quelle artigiane.
C’è infine una regola da non dimenticare: l’investimento deve partire dopo la presentazione della domanda. Un solo ordine firmato, un acconto o un lavoro avviato prima rende inammissibile l’intero programma. Il progetto va concluso entro 36 mesi dalla concessione, con possibile proroga di 12 mesi.
In attesa del decreto di apertura, cinque passi mettono l’impresa in condizione di presentare un progetto competitivo. Il primo è verificare codice ATECO e localizzazione, perché il codice dell’unità produttiva e il comune determinano ammissibilità e intensità del contributo. Il secondo è dimensionare il piano: sotto il milione di euro serve un piano congiunto con almeno altre due PMI, e conviene individuare subito i partner di filiera. Il terzo è avviare le certificazioni, perché rating di legalità e certificazione della parità di genere richiedono mesi e valgono punti in graduatoria. Il quarto è preparare il piano finanziario: copertura finanziaria ed EBITDA sono criteri di valutazione, e va definito per tempo il raccordo con la banca per la quota non agevolata. Il quinto è controllare i requisiti di accesso, cioè DURC regolare, polizza contro i rischi catastrofali e verifica degli aiuti già ricevuti sul Registro Nazionale degli Aiuti.
Come ti aiuta HUBART
HUBART è il luogo dove le imprese artigiane del Piceno possono incontrarsi e costruire progetti comuni. Per chi vuole partecipare in forma congiunta, la rete dell’hub e il servizio di matching HubMatch aiutano a trovare imprese complementari della filiera. I consulenti di FI.DE.A.S., partner del progetto e società di Innovation Management accreditata MIMIT, offrono la verifica di ammissibilità, l’impostazione del piano di investimento e il monitoraggio del decreto di apertura.
Per informazioni e per richiedere una consulenza gratuita ci si può rivolgere a HUBART, con sede centrale a San Benedetto del Tronto, in via dell'Airone 21, e Info-Point ad Ascoli Piceno e Offida.
Telefono 0735 657562
E-mail hubart@artforjob.it
Sito www.hubart.it.